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Mi dispiace, non c'è più battito...

Io e Fede non siamo sposati ma stiamo insieme da diversi anni. E quando ami così tanto una persona è naturale voler evolvere e costruire una famiglia. 

Ci abbiamo provato per un anno e mezzo. Abbiamo fatto i conti con dubbi, paure, visite specialistiche, analisi e la puntuale frustrazione che ogni mese mi sbatteva in faccia la realtà. Ed ogni volta che arrivava erano lacrime, ansia e paranoie.

Finalmente un ritardo, il test positivo, le beta che crescono.
Siamo stati assaliti da una gioia incontenibile, condivisa con amici e parenti. 
Abbiamo fatto progetti, parlato del futuro e di come sarebbero cambiate le nostre vite all'arrivo di un figlio.

Perché una donna, diciamocelo, si sente subito mamma. 

Arriviamo alla seconda ecografia impazienti di vedere quel fagiolino bellissimo. Non ci aspettavamo una simile notizia: "Mi dispiace, non c'è più battito".

E' una sentenza crudele che nessuna donna dovrebbe ricevere. Mai.

La prima reazione, la più immediata, è quella di sprofondare in un mare di lacrime e disperazione.
Siamo arrivati a casa, ho inviato qualche sms e spento il telefono.
Ho passato la notte in bianco tra pianti sommessi, pensieri ed assurdi sensi di colpa.
Il giorno dopo siamo andati in ospedale. Era il 19 agosto 2013. 
Di quel giorno non voglio ricordare nulla ma il dolore - non quello fisico sia chiaro - quello è impossibile da dimenticare.

Ho pianto, ho pianto, ho pianto tutte le lacrime che avevo.  
Frasi di circostanza mi sono piombate addosso come pugnali. 
"Siete giovani, ci riproverete"
"La prima gravidanza può capitare"
"Meglio adesso che più in là" (ma ci rendiamo conto!)

Per parenti ed amici non è semplice affrontare il dolore di una persona cara, lo capisco, ma la realtà è che non ci sono parole in grado di lenire quel tipo di sofferenza. Meglio il silenzioMeglio un abbraccio, in silenzio

Ricordo bene quei giorni. Provavo un senso di profonda ingiustizia e mi sentivo sola nonostante Fede fosse sempre a mio fianco.  
Mi è capitato anche di avercela con lui perché non poteva capire il mio dolore.

Ma è la natura ad averci fatti così. Uomini e donne hanno una percezione totalmente diversa della gravidanza e di tutto ciò che ne è correlato. 
Per fortuna, aggiungerei. 
Io mi stavo lasciando andare e se entrambi fossimo sprofondati nel dolore non ci sarebbe stato futuro. 

La perdita di un figlio è una grande prova per la coppia. 

I nostri uomini non possono percepire quella terribile sensazione di vuoto ma stanno male, tanto male, nel vederci soffrire. 
Lui è stato la mia roccia, il punto fermo da cui ripartire.

Ho cominciato a documentarmi. Ho letto le esperienze di tante altre mamme perché perdere il proprio bimbo è devastante, in qualsiasi epoca gestazionale. 
Ho iniziato a parlarne, ho cercato di razionalizzare, affrontare il fatto che nulla avrei potuto fare per cambiare le cose e alla fine mi sono rialzata. Non ho dimenticato ma ho ripreso a vivere.

Il dolore deve essere affrontato "di petto", accettato e metabolizzato anche se non ci sono regole scritte per gestire le difficoltà che la vita ci presenta.


Io e Fede abbiamo atteso due mesi dopo l'intervento per poter riprovare. Dopo altri due mesi ero di nuovo incinta

Ora ho tra le braccia la mia piccola Alice ed un angioletto in cielo. 
Ci sono cicatrici che non smetteranno mai di far male.




10 commenti:

  1. Ciao Marica! innanzitutto grazie per avermi trovata! è un piacere conoscerti! punto numero due, mi hai fatto venire gli occhi lucidi! Hai avuto la forza di raccontare un evento della tua vita doloroso, ed è molto coraggioso! ma poi vedere l'evoluzione di quel pancino e la piccola Alice tra le braccia, mi ha davvero trasmesso gioia! ti seguirò molto volentieri d'ora in avanti! a presto, Silvia

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    1. Quel pancione mi emoziona sempre! E' stato un percorso duro ma rivivrei tutto.
      A presto Silvia!

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  2. Carissima....ti ho appena conosciuta e già hai fatta commuovere...
    Ti abbraccio...e penso come ogni donna, ti sono vicina.
    Col cuore
    Lucia

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    1. Grazie mille Lucia, purtroppo di storie come la mia ce ne sono milioni e spesso sono tabù! a presto

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  3. Non ci sono parole... Ho letto il tuo post e ho pensato "Questo potrei averlo scritto io"... Dopo quell'esperienza, ho avuto 3 splendidi bimbi e ora aspetto il 4°, ma come hai scritto tu ci sono cicatrici che non si rimargineranno mai!
    Un abbraccio da mamma a mamma e complimenti per la piccola Alice!

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    1. Grazie cara, che bello il quarto!!!!!!!
      io non vedo l'ora di regalare un fratellino/sorellina ad Alice! a presto

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  4. Il tuo racconto mi ha profondamente commossa.Un abbraccio
    Silvia

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  5. Sono passata dal tuo blog per caso e mi hai commosso,sei una persona speciale Marica si percepisce dalle tue parole, è fortunata Alice ad avere una mamma come te. Un abbraccio!!!!

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